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Recensione di Aristide Angelo Milani

Una vita per l'arte

Adelio Bonacina sicuro colorista. Quello che cattura dei suoi lavori è la profondità dei paesaggi.

Nell’ampio e frastaglio ambito delle arti figurative, al di fuori di ogni genere di ricerca formale che continua ad avere il sapore di un surrogato di metafisica, ci troviamo finalmente di fronte ad un artista che propone felicemente tutti i suoi mezzi espressivi e comunica con noi con voce chiara dal timbro sonoro. È Adelio Bonacina, abitazione ad Olginate ma studio in Lecco, nella “Curt Fiurina” di via Bovara, nel cuore del vecchio borgo.
Attraverso di lui, noi rifacciamo conoscenza con le cose, perché paesaggi, figure, oggetti inanimati non sono più pretesti per studi o vuote elucubrazioni. Ritroviamo finalmente “l’espressione artistica compiuta” cioè la capacità rappresentativa del mondo circostante anteposta alla volontà di travisarlo in nome di idee nuove o addirittura di una nuova estetica come è per tanti artisti.
Siamo di fronte a un autore indipendente, dotato di umiltà e conoscenza e insieme a un capace tecnico del pennello, con il quale testimonia l’eterna attualità del tema classico.
Visitando il suo studio ci accorgiamo che la scelta dei temi, la traduzione degli stessi nel tempo e nello spazio è espressa in modo nuovo ed essenziale, così personale perché in ogni sua opera trovi sempre l’impronta e il tocco incomparabile di una mano felicemente ispirata.
Ogni nuova opera è quasi preludio ai motivi pittorici che ritroveremo rielaborati nella successiva a riprova di una cifra stilistica che lo rende riconoscibile tra tanti, a suo onore e per gioia dei collezionisti.
Tema principale del suo lavoro è il paesaggio.
Esso è pervaso da un audace vigore cromatico che può sembrare temerario ma che invece si compenetra con l’equilibrio, con la costruzione e con la scelta di ambianti, senza dissonanze o arbitri avventati ma con intento peotico. La facile attribuzione di “colorista” che spesso si usa dare ai pittori smaglianti e ardimentosi, non sempre è assegnata a proposito. Qui, nel caso di Bonacina, si può senza incertezze affermare che il colore è la virtù che non si dissocia dagli altri elementi, ma che si completa e vi si armonizza con la forma, la solidità d’impianto e la spontaneità, valori che facilmente si riconoscono in questo artista leale e ingenuamente sincero.
La sua mano è guidata da un impulso irrefrenabile verso il massimo sviluppo della tavolozza e verso una severa corposità costruttiva, riassumendosi in effetti spesso audaci, ma sempre equilibrati e di indiscussa efficacia.
I toni di colore sono terzi e vivaci e risuonano nitidi in tutte le tele dove l’intensità è viva e accesa e tocca i vertici della più ampia varietà tonale. Egli canta le misteriose nenie dei più disparati ambienti naturali e soprattutto dei suoi mari senza barche, ridotti a sottili lamine, o degli estesi campi inverosimilmente fioriti.
Sono fiori magari sbocciati dalla sabbia che ondeggiano, aprendosi e chiudendosi, sollevandosi e abbassandosi come i marosi del vicino mare. Intanto luci ambientali con o senza riflessi compenetrano i luoghi al punto che ti sembra di respirarne le arie proprio come accade durante l’esecuzione delle sinfonie dei grandi maestri.
Raggiungere questi risultati non è da tutti, Adelio Bonacina appartiene alla schiera degli autori scelti. Di lui ci possiamo assolutamente fidare.

Aristide Angelo Milani


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