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Recensione di Silvano Valentini

Una vita per l'arte

Paesaggi e vedute panoramiche di rara e alta suggestione, ritratti e figure di forte intensità emozionale, opere informali di avanzata modernità espressiva e concettuale. Questo, in estrema sintesi, è il mondo artistico di Adelio Bonacina, pittore di grande talento e di consolidata esperienza, nato nel 1950 a Vercurago e attualmente residente con la famiglia a Calolziocorte, in provincia di Lecco, attivo professionalmente nel settore della grafica dal 1969 al 1975, quando decide improvvisamente, ma anche con piena consapevolezza e lungimiranza, di dedicarsi a tempo pieno all’arte e, più nello specifico, alla pittura.

Bonacina ha esposto, in questi anni, in parecchie mostre e rassegne di pittura, sia personali sia collettive, da Villa Borromeo di Arcore, solo per fare qualche doveroso esempio, a Palazzo Prinetti di Merate, da Erba a Lecco, da Bergamo a Portovenere in Liguria, da Treviglio a Cesenatico, da Udine a Noli, da Trieste a Forlì, come pure ha partecipato a numerosi premi e concorsi di grande fama e di assoluto prestigio, come il Premio Nazionale “Emilio Gola” o come il Concorso Nazionale “Fratelli Agazzi”, ottenendo in molti casi ambiti e importanti riconoscimenti del proprio lavoro e della propria specifica personalità artistica, tra cui una segnalazione di alto profilo critico-artistico da parte di una giuria di tutto rispetto, composta nientemeno che da Carlo Castellaneta, Raffaele Crovi, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Bruno Munari e Aligi Sassu, al “Premio Arte” Mondadori del 1986 con l’opera Borgo antico.

Partito, come di norma avviene per la maggior parte dei pittori, da un figurativo di tipo sostanzialmente classico-impressionista, per lo più realizzato a olio, Bonacina ha via via raffinato e personalizzato la sua tecnica, sia per merito della sua più intima e prorompente passione e della sua non comune determinazione, sia per il contatto e la frequentazione, dopo gli anni di formazione presso la Scuola di arte applicata a Merate, di grandi maestri, tra cui da segnalare Fernando Massironi, passando poi dai primi anni ’90 gradualmente, ma anche con grande decisione, all’uso dell’acrilico, degli smalti e, più in generale, della tecnica mista, affrontando e risolvendo allo stesso tempo, parallelamente alla ricerca e alla sperimentazione tecnico-formale, la questione dei contenuti e dei temi ispirativi della sua pittura.

Tra i soggetti prediletti dal pittore nelle numerosissime opere da lui prodotte nelle diverse fasi creative della sua lunga e fortunata carriera artistica e, in particolare, nel corso degli ultimi anni, sono certamente da segnalare, a solo titolo di puro e semplice esempio significativo, per intrinseco valore estetico-artistico e per impatto spettacolare sui fruitori, i dipinti riguardanti Gesù e la sua passione, tutti di particolare drammaticità nella riproposizione e reinterpretazione da parte dell’autore della consapevolmente accettata e solitaria sofferenza umana da parte di Cristo, e le opere di denuncia sociale, come quelle contro la corrida, o di memoria storica, con riferimenti, ad esempio, anche all’immensa tragedia storica di Auschwitz.

Importanti, per una fedele ricostruzione critica del percorso artistico di Bonacina, sono anche l’accattivante espressività di sognanti ragazze, di assorti e concentrati musicisti, di intense madri, di figure etniche, uomini e donne, di un particolare e quanto mai vivace cromatismo, insieme gradevole e simbolicamente significativo (i popoli africani, ad esempio, vestono abitualmente colori molto vistosi), poi dipinti di fiori e piante, dalle ginestre ai papaveri, dai girasoli ai campi di lavanda, e ancora vasti mari e desolate spiagge, cespugli, roseti e prati innevati, il tutto in un singolare crocevia tra il figurativo classico e l’informale, pur sempre tuttavia con un costante e convinto richiamo di fondo, da parte dell’artista, al mondo reale e alla figurazione di più immediate leggibilità e godibilità

Bonacina, negli ultimi tempi, ha così compiuto un percorso artistico, formale e sostanziale, assolutamente originale e singolarmente articolato, da un lato smaterializzando progressivamente i soggetti delle sue opere per coglierne la più pura essenza metafisico-emozionale e riproporceli poi senza inutili o irrilevanti fronzoli di natura puramente contingente, dall’altro caricando la sua pittura di una forte matericità coloristica, in una sorta di affascinante manipolazione creativa della materia dalle mille potenzialità espressive.

Come si può notare, un artista, Adelio Bonacina, di notevole talento pittorico, di sicure capacità espressive e di grande impatto emozionale, un artista che fa della sperimentazione tecnico-formale e della ricerca sostanziale un pilastro della propria attività creativa, raggiungendo così traguardi di alto e indiscusso valore nell’arduo e affascinante campo dell’arte.

Prof. Silvano Valentini
Critico d’arte


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